Hotel Domani 01_ 2022

Il territorio speciale, connotato dalla presenza di uno dei vulcani più conosciuti nel mondo, insieme alla storia, alla cultura e a un cibo unico, è la base del racconto di accoglienza del nuovo hotel RG Naxos

di Elena Cattaneo


Giardini Naxos, prima colonia greca in Sicilia, rimase per diversi secoli un tranquillo villaggio di pescatori fino a quando, alla fine del 1800, diventò una meta di villeggiatura per le classi agiate che qui fecero costruire le loro ville. La rinomata località balneare di oggi esprime ancora queste diverse anime, arricchite dal sapore della contemporaneità, ben riassunto dalle iconiche immagini siciliane diffuse nel mondo dalla casa di moda Dolce & Gabbana. È da questo insieme di stimoli che tra origine il concetto di interior design elaborato per l’hotel RG Naxos dallo studio inglese THDP, formato per metà da progettisti britannici e per metà italiani.
Per un hotel di questo genere (296 camere e suite) la sfida è stata quella di creare un’attrattiva internazionale, quindi includere i gusti sofisticati del mercato globale, capace di comunicare un profondo senso di autenticità e località”.

All’ombra del vulcano
“Il racconto del nostro progetto – afferma Nicholas J Kickson – non poteva che cominciare dalla splendida posizione dell’hotel, all’interno di una bellissima cittadina siciliana adagiata alle pendici dell’Etna. Abbiamo, perciò, voluto seguire una narrazione visiva che tenesse sempre conto delle presenze geografiche e, in particolare, di quella di un vulcano famoso in tutto il mondo, ma non solo, anche della cultura del territorio, della storia e del cibo. Il ristorante à la carte La Sciara, per esempio, è caratterizzato dalle pareti grigio scure scolpite in lava, dai tavoli anch’essi in lava smaltati e da una palette sui toni del blu scuro e del rame.
La narrazione del territorio si incontra in ogni dettaglio del progetto, dall’orientamento generale della struttura alle palette di colore selezionate per le diverse zone. RG Naxos è posizionato fronte mare, l’affaccio di tutte le aree comuni è rivolto al mare così come quello della maggior parte delle camere che, grazie alle grandi aperture, permettono agli ospiti di godersi l’aria salmastra anche dal letto. L’ambizione, quindi, è stata quella di portare l’energia di un territorio unico all’interno della struttura. Facendo anche grande attenzione all’impatto ambientale: “Abbiamo lavorato molto sulla ricerca, sia per quanto riguarda i materiali che i prodotti finiti” spiega Nicholas J Kickson “Volevamo trovare forniture il più possibile locali e collaborare con artigiani della zona. Almeno il 90% di ciò che viene ordinato per l’albergo proviene se non direttamente dal paese dell’hotel, dalla regione”.

Da una pietra antica
Il racconto degli interni dell’hotel si è sviluppato intorno alle origini territoriali dell’edificio e in particolare alla presenza importante dell’Etna. Così, sia nella hall che nel ristorante La Sciara e nel Fluido Bar, i banconi sono caratterizzati dalle superfici dei top in pietra lavica dell’Etna di Nerosicilia Group. Sempre dello stesso produttore, il rivestimento del bancone e della parete del ristorante Panarea realizzato in Multipem celeste in pietra lavica naturale. La pietra lavica di Nerosicilia viene estratta alle pendici del vulcano da una colata risalente al 1600, meticolosamente selezionata in blocchi che vengono, poi, tagliati e lavorati in forni brevettati ad hoc. Sono proprio le alte temperature e i diversi gradi di cottura che consentono di ottenere finiture diverse ed esclusive.

Le aree dell’accoglienza
La versione precedente della lobby era un ambiente open space di oltre 700 mq decorato con un pesante stile neo barocco. L’idea dei progettisti è stata quella di rianimarla grazie alla presenza di un cuore vitale che potesse essere attraente per gli ospiti, le persone del luogo e i turisti giornalieri.
Ispirata dal caloroso senso di accoglienza tipico della regione, la reception è stata suddivisa in tre ampi banconi con piani in lava grigio scuro (di Nero Sicilia), completati dalla parete di fondo rivestita con piastrelle locali dipinte a mano (di La Fauci) e illuminata dalle luci d’accento di Aromas del Campo, in rame e rattan.
La Sciara, il ristorante à la carte per il pranzo o la cena, deve il suo nome al termine locale che indica gli accumuli dei rifiuti vulcanici che si formano sui fianchi della montagna: il concept degli interni ha voluto riprendere l’intensità e la meraviglia del vulcano adiacente. Le pareti sono rifinite con pietre laviche grezze, la palette di colori spazia dal blu scuro del mare al rosso rame della lava incandescente, mentre le sedute e i tavoli dalle linee curve ne ripropongono la fluidità.
Subito all’esterno della Sciara, la terrazza con piscina ospita il Fluido Bar, con vista panoramica mozzafiato sul Mar Mediterraneo e sulle spiagge grigie di sabbia vulcanica. Il bar, con bancone rivestito con piastrelle in pietra lavica di Nero Sicilia, è un elegante punto d’incontro aperto a tutti, l’ambizione, infatti, è che possa diventare uno dei luoghi cardine della vivace scena notturna locale.

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