BIG - Bjarke Ingels Group
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Lo studio di architettura più dirompente della sua generazione, con un team multinazionale di oltre 700 collaboratori, da Copenhagen a New York.
Prix
World Building of the Year
AIA Honor Award
Leone d’Oro – Biennale di Venezia
Crystal Award – World Economic Forum
Progetti celebri
CopenHill – Copenhagen
VIA 57 West – New York
8 House – Copenhagen
The Spiral — New York
Sedi nel mondo
Copenhagen
New York
Londra
Barcellona
Shanghai
Los Angeles
Prodotti di design
Lampade Stellar Nebula – Artemide
Sedia Shanghay – HAY
Alphabet of Light – Artemide
Fondazione
2005 – Bjarke Ingels
Oltre 700 collaboratori
Qui est-ce ?
BIG — Bjarke Ingels Group è uno studio di architettura, urbanistica, ingegneria, paesaggio e product design fondato a Copenhagen nel 2005 dall’architetto danese Bjarke Ingels.
Da una piccola squadra di progettisti, lo studio è cresciuto fino a contare oltre settecento architetti, designer, costruttori e pensatori che operano dalle sedi di Copenhagen, New York, Londra, Barcellona, Shanghai e Los Angeles. Una struttura volutamente multinazionale, dove ogni progetto nasce dall’incontro fra culture, discipline e geografie diverse.
L’architettura di BIG nasce da un’analisi attenta di come la vita contemporanea cambia di continuo — sotto la spinta dello scambio multiculturale, dei flussi economici globali e delle nuove tecnologie. Da questa lettura prendono forma edifici pragmatici e visionari: il termovalorizzatore-pista da sci CopenHill, le piramidi abitate di VIA 57 West a Manhattan, l’isolato a forma di otto della 8 House, la torre scolpita di The Spiral, fino alla città della consapevolezza di Gelephu, in Bhutan.
Bjarke Ingels (Copenhagen, 1974) ha studiato all’Accademia Reale di Copenhagen e a Barcellona, ha lavorato con Rem Koolhaas all’OMA e fondato PLOT prima di dare vita a BIG. Il suo metodo — diagrammatico, narrativo, quasi fumettistico — ha reso l’architettura un linguaggio accessibile, capace di raccontare grandi idee con immediatezza disarmante.
Filosofia
Yes Is More. BIG cerca una terza via fra l’avanguardia ingenua e la prassi conservatrice: un’architettura praticabile e al tempo stesso capace di immaginare mondi nuovi, dove il vincolo — economico, climatico, normativo — diventa il materiale stesso del progetto.
È la sostenibilità edonistica: fare la cosa giusta per il pianeta può anche essere, semplicemente, più bello. CopenHill ne è il manifesto — una centrale che brucia rifiuti e, sul tetto, una pista da sci aperta tutto l’anno.
Mescolando ingredienti tradizionali — case, negozi, uffici — in modi non tradizionali, lo studio crea valore aggiunto «se non oro». La forma non è mai gratuita: è la conseguenza necessaria di un’idea. «Spostiamo il fuoco dai piccoli dettagli alla BIG picture.»